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Tre documentari Luce Cinecittà sul canale tematico Rai storia nel mese di dicembre: Inferno Mittelbau Dora di Mary Mirka Milo, La scelta di Leone di Florence Mauro e La linea del Pasubio di Matteo Raffaelli. Rai storia va in onda sul canale 54 del digitale terrestre, sul canale 805 di Sky e in diretta web sul sito www.raistoria.rai.it  

Inferno Mittelbau Dora di Mary Mirka Milo                                          
il 10/12 h 21.10
Mittelbau Dora è l’ultimo campo di concentramento costruito dai nazisti e il più duro campo di lavoro forzato presente in Germania. Nelle sue gallerie sotterranee i prigionieri lavorano senza sosta alla produzione dei missili V2, le armi segrete progettate dallo scienziato von Braun che, nei piani di Hitler, avrebbero dovuto cambiare le sorti della Seconda Guerra Mondiale e annientare i nemici del TerzoReich. Le eccezionali testimonianze dirette dei sopravvissuti permettono di dar vita a un racconto intenso e coinvolgente, svelando l’incredibile storia dell’unico campo di concentramento sotterraneo realizzato dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale.      

La scelta di Leone
 di Florence Mauro                            
il 13/12 h 22.00
Torino, 1923. Al liceo d’Azeglio di Torino un gruppo di diciassettenni si forma intorno all’insegnamento di maestri antifascisti come Augusto Monti e Umberto Cosmo. Tra loro spicca per maturità e carisma un giovane ebreo russo nato a Odessa, Leone Ginzburg. Confrontati alla fase trionfante del fascismo, ognuno di loro lotterà negli anni successivi contro la retorica e l’oscurantismo del regime, con i mezzi dell’azione politica e della diffusione culturale. a scelta più radicale sarà quella di Leone.  

La linea del Pasubio di Matteo Raffaelli
il 21/12 h 22.00
Un film che non è una ricostruzione storica tout court delle vicende della guerra sul monte Pasubio, ma è piuttosto il racconto dei luoghi simbolo di una delle più aspre battaglie del fronte tridentino. Nella narrazione trovano spazio le opere di Marco Nereo Rotelli e le letture di Peppe Servillo, che ripercorrendo la strada delle 52 gallerie, dà voce ai pensieri dei soldati che dal fronte scrivevano a casa. Paura, speranza, disperazione, rabbia. Sul volto del grande attore napoletano scorrono le emozioni che provarono gli uomini che vissero l'esperienza brutale della guerra di trincea, del combattimento corpo a corpo, della guerra di posizione. La linea del Pasubio era l'antico confine tra l'Italia e l'Austria, ma era anche la linea delle trincee dei due eserciti, la linea di tiro delle artiglierie e la linea del combattimento. La linea del Pasubio è oggi quel complesso e straordinario museo diffuso tra le montagne fatto di molti chilometri di gallerie e reperti bellici che si sviluppa tra questi luoghi straordinari. Il film "La linea del Pasubio" non è solo l'espressione di una ricorrenza, (quella dei cento anni dell'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra) ma vuole essere il segno, la scia di luce, la speranza, che non tutto fu perduto in quei giorni di battaglia.  

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