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Dal 31 maggio al 10 settembre in mostra per la prima volta a Roma le fotografie della grande autrice del cinema documentario italiano Cecilia Mangini, una delle figure più significative della storia del cinema italiano, inarrestabile pioniera del cinema del reale. Prima donna a girare documentari nel dopoguerra, l'autrice di capolavori come Ignoti alla città, Stendalì e La canta delle marane, realizzati in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, ha raccontato dalla fine degli anni Cinquanta alla metà dei Sessanta un'Italia divisa tra boom economico e contraddizioni sociali. La mostra è al Museo delle Civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari (Piazza Guglielmo Marconi, 8) con inaugurazione il 31 maggio alle 18:00; ideata e realizzata da Associazione Cinema del reale, Erratacorrige, Big Sur e Officina Visioni, con Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e Museo delle Civiltà.

Un percorso, quello della mostra, che segue l'avventura fotografica di Cecilia Mangini: Panarea e il bianco abbacinante delle cave di pomice di Lipari, la Puglia sospesa tra tradizione e consumismo (con le immagini della Fiera del Levante del 1960), la Firenze popolare che diventerà poi protagonista del documentario La Firenze di Pratolini, le periferie milanesi. Senza dimenticare la straordinaria trasferta nel Vietnam del 1965 - di cui si espongono una dozzina di foto mai viste prima, appartenenti all'archivio privato dell'autrice e ritrovate solo di recente - per la preparazione (insieme al compagno di vita e lavoro Lino Del Fra) di un film mai realizzato; e ancora, una galleria di ritratti dei grandi del tempo (da Pasolini a Moravia, da Fellini a Carlo Levi, da Montanelli a Flaiano, da Chaplin a Steinbeck, da John Huston a Malaparte) e gli scatti dal set di La legge, fotografie di backstage scattate su un grande set dimenticato, quello de La Legge, che nel 1958 riunì a Carpino, nell'entroterra del Gargano, il regista Jules Dassin e le star Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Yves Montand, Melina Mercouri e Pierre Brasseur.
 
L'esposizione, a cura di Paolo Pisanelli e Claudio Domini, amplia e integra l'analoga iniziativa promossa nell'ambito del Bif&st 2016 e nei Cineporti di Puglia, ripercorrendo le origini del lavoro di Cecilia Mangini, negli anni che precedono la sua affermazione come cineasta e la vedono impegnata come fotografa. Accanto alla mostra fotografica, altri eventi dedicati a Cecilia Mangini, tra cui una lezione- incontro il 7 giugno con gli studenti della scuola "Gian Maria Volontè",e la serata "Essere donne - Rito e lavoro nel cinema di Cecilia Mangini", con la proiezione di quattro documentari storici sottotitolati in francese: Maria e i giorni, Stendalì, Divino amore, Essere donne.

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