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Nelle sale italiane (ELENCO SALE) da mercoledì 1 novembre Gli asteroidi, opera prima di Germano Maccioni, reduce dall’ultimo Festival Internazionale di Locarno, dove era l’unico film italiano presente nel Concorso principale. Un debutto che intreccia piani narrativi curiosi e diversi, interpreti noti al pubblico accanto a giovani esordienti, atmosfere visive e musicali di spessore. E come testimoniato dalla platea locarnese, l’incontro di un pubblico adulto con quello più giovane. Scritto dal regista insieme a Giovanni Galavotti, Gli asteroidi porta per la prima volta sullo schermo un cast affiatato di giovani attori non-professionisti: Riccardo Frascari (nel ruolo di Pietro), Nicolas Balotti (Ivan) e Alessandro Tarabelloni (Cosmic), affiancati in ruoli chiave dal talento di Pippo Delbono e Chiara Caselli.Un film che si avvale nel comparto tecnico di una evocativa colonna sonora che unisce la composizione originale di Lorenzo Esposito Fornasari a brani della cult band Lo Stato Sociale.
Gli asteroidi si inscrive nel genere attualissimo del coming-of-age, un romanzo di formazione innestato su una trama vivace di azione, e su uno sguardo di camera che indaga un piano insieme intimo e sociale.
Protagonisti di questa favola avventurosa calata nella contemporaneità, sono tre ragazzi neppure ventenni legati da amicizia profonda, in un contesto in cui la crisi economica ha picchiato duro, e non ha risparmiato le loro famiglie, rendendo precari affetti e legami. 
Sullo sfondo una serie di furti nelle chiese, compiuti dall’inafferrabile “banda dei candelabri”, e l’incombere di un grande asteroide, monitorato dalla stazione astronomica della zona perché in procinto di passare molto vicino alla Terra. Talmente vicino che un amico un po’ strambo, fissato con questioni astronomiche, è sicuro che precipiterà sul pianeta, annientando l’umanità. 
La complicità in un furto, e una notte particolarmente stellata, possono segnare le vite dei ragazzi in maniera decisiva, e portare il loro viaggio, come quello dei corpi celesti del titolo, a una distruzione, o a un nuovo passaggio.

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