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Presentato fuori concorso al Festival di Roma arriva in sala i primi mesi del 2014 Il venditore di medicine di Antonio Morabito. Interpretato da Claudio Santamaria, Evita Ciri, Ignazio Oliva, Isabella Ferrari e distribuito da Luce Cinecittà, il film affronta le dinamiche sociali e di potere dell'Italia del nostro tempo attraverso le vicende di Bruno (Claudio Santamaria), un informatore medico disposto a tutto. A corrompere, a ingannare, a tradire la fiducia delle persone a lui più vicine, pur di mantenere il suo posto di lavoro e il suo stile di vita agiato.

Bruno, apparentemente mostruoso, non è altro che il risultato della società che lo circonda: ne incarna le contraddizioni, la corruzione, l’impunità. La sua azienda è in crisi. Si prevedono tagli al personale. I venditori di medicine saranno messi sotto stretto controllo per valutare le loro performance e decidere chi resterà e chi verrà licenziato. Ufficialmente Bruno dovrebbe far visita ai medici, presentare loro le ultime novità in fatto di ricerca farmaceutica, capire con loro l’effetto dei farmaci sui pazienti. Ma le cose si svolgono in modo diverso. In cambio della prescrizione del proprio farmaco, Bruno offre ai dottori i regali più svariati: da un professionalissimo stetoscopio a un finto convegno in località esotica, da un computer palmare a un’auto di grossa cilindrata. E non solo. Titoli di studio comprati, droga, sesso a pagamento. L’azienda di Bruno, come tante altre case farmaceutiche, pratica il comparaggio.

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Bruno, come spiega il regista Antonio Morabito, si muove al di sopra della soglia della morale, immerso in un sistema di bisogni indotti e disinteresse sociale. Con lui, medici e farmacisti conniventi, case farmaceutiche disposte a tutto. Al di sotto di questa soglia stanno i malati, gli amici, sua moglie. La normalità. Oggi ognuno lotta per sè, per il suo posto di lavoro, per mantenere un cosiddetto stile di vita che sia ben accetto dalla società. "Ho scelto l’ambiente della Farmaceutica per il prodotto che viene trattato: il farmaco, l’ultima cosa che dovrebbe essere ridotta a mero prodotto commerciale. All’interno di questo ambiente, ho preso come protagonista un informatore medico perché è una figura familiare, non distante dalla nostra quotidianità. È l’omino ben vestito che ci passa avanti nelle sale d’attesa con la sua valigetta. È una pedina piccola, ma si comporta nel piccolo esattamente come la sua classe dirigente si comporta nel grande".



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