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Dopo il notevole successo di pubblico e media, italiani e internazionali, e a un anno dall’inaugurazione a Roma, vola oltreoceano e arriva a Buenos Aires la grande Mostra LUCEL’immaginario italiano, concepita per celebrare i 90 anni dalla fondazione dell’Istituto Luce: una delle più grandi imprese culturali italiane e d’Europa, un luogo di elezione della conoscenza storica, e il deposito materiale di beni immateriali: le memorie, i segreti, i sogni di un paese ed un popolo dai primi del ‘900 al presente. LUCE – L’immaginario italiano sarà ospitata a Buenos Aires negli spazi della Usina del Arte, dal 5 settembre al 15 novembre 2015.
 
L’esposizione è ideata e realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. È curata da Gabriele D’Autilia (curatore scientifico e testi) e da Roland Sejko (curatore artistico e regia video). L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando.                                                          

Nato nel 1924 come L.U.C.E., L’Unione Cinematografica Educativa, con l’intuizione e l’intento di raccontare l’attualità d’Italia e del mondo attraverso l’ancora nuovo linguaggio delle immagini in movimento, e ribattezzato con Regio decreto l’anno seguente, l’Istituto Nazionale Luce venne presto sostenuto con forza e controllato dal capo del fascismo, Benito Mussolini, che ne comprese e sfruttò le enormi potenzialità divulgative e politiche. Dopo 90 anni e una vicenda che ha accompagnato in parallelo e continuità tutta la recente Storia d’Italia, passando per la dittatura, la seconda guerra mondiale, e l’avvento della democrazia e della Repubblica, quell’intuizione è diventata oggi la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo e, con un archivio di decine di migliaia di filmati e tre milioni di fotografie, un patrimonio di immagini impareggiabile per quantità e ricchezza di temi. Tanto da meritare nel 2013 l’ingresso per il fondo ‘Cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale L.U.C.E.’ nel Registro Memory of the World dell’UNESCO. Un bene italiano divenuto bene mondiale. Per raccontare questa evoluzione, Luce – L’immaginario italiano si muove su due binari ideali: come l’Italia si è rappresentata nei decenni attraverso le immagini del Luce, e come l’Italia si è rivelata, confessata, svelata attraverso e nonostante le immagini delle sue rappresentazioni ufficiali.

Dal suo esordio il Luce ha provveduto a rivelare l’immagine degli italiani a loro stessi, e a fornire una conoscenza di base del Paese. Grazie ai ‘cinegiornali’ Luce, milioni di cittadini dagli anni ’20 in poi hanno potuto vedere e scoprire per la prima volta città, geografie lontane, popolazioni sconosciute, forme sociali e culturali differenti. Nasce così, e possiamo assistervi, un’opinione pubblica nel Paese, insieme alla stessa formazione di ‘luoghi comuni’. È su questo terreno condiviso ed elementare che il fascismo poté promulgare le sue propagande e il suo controllo. Ma anche che il Paese uscito dalla Guerra nel 1945 riuscì a testimoniare gli sforzi e la spinta civile della ricostruzione, e gli sviluppi di una nuova società democratica e di massa avviata alla modernità.  Di questo aspetto educativo, informativo e propagandistico, il Luce fornisce milioni di documenti. Il Paese ‘si mette in posa’. Ma la mostra racconta anche il rovescio di quell’immagine.  Per la natura realistica del cinema e della fotografia, allo spettatore di ieri, e ancor più a quello di oggi, non poteva e non può sfuggire la retorica (e a volte la goffaggine) delle ‘pose’ di Mussolini nei suoi comizi; o la povertà e la fatica dei contadini messi in scena sorridenti davanti all’obiettivo, e lo sconforto dei soldati in una guerra che si raccontava trionfale, mentre si subiva una sconfitta. E l’ironia di uno speaker sulle donne lavoratrici negli anni ’50, la compostezza dei rappresentanti dei partiti politici, i volti allegri dei giovani in una festa o in una manifestazione nei ‘60, rivelano in controluce i sommovimenti e le richieste di una nuova età di diritti. In tutti questi rovesci dell’immagine il Paese svela e confessa il suo intimo. Il suo immaginario.

La mostra
 
Nel racconto di questo autoritratto di una nazione, LUCE – L’immaginario italiano è concepita con un approccio espositivo non statico, ma come un flusso continuo di immagini. Il della mostra parte dal concetto e dalla forma di ‘strip’: grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati del grande Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave lega l’itinerario. Si va così dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (città/simbolo della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli anglo/americani non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre.  

Alcune speciali videoinstallazioni mostrano aspetti specifici e suggestivi come quella, imperdibile, dedicata alle ‘retoriche’ e ai silenzi di Mussolini, contrapposta al video sul Paese reale, un commovente viaggio nei volti degli italiani negli anni ’30. L’allestimento di Buenos Aires è stato poi arricchito e personalizzato per l’occasione. Sono stati inseriti nel percorso filmati sul costume italiano degli anni ’70, e uno speciale ‘viaggio per immagini’ nelle più belle città italiane. Sono del 1947 i filmati che raccontano il viaggio di Evita Perón in Italia ed Europa. E una sezione originale riguarda la migrazione dei cittadini italiani in America Latina.

L’ultimo spazio dell’esposizione è infine interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.  

Credits

LUCE – L’immaginario italiano Ideata e realizzata da: Istituto Luce-Cinecittà Promossa da; Ambasciata d’Italia in Argentina e Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires Con il patrocinio di: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e Regione Lazio Si ringrazia: Ferrovie dello Stato Curatore scientifico e testi: Gabriele D’Autilia Curatore artistico e regia video: Roland Sejko Responsabile del progetto: Maria Gabriella Macchiarulo Ricerche iconografiche e documentazione cartacea: Patrizia Cacciani Montaggio video: Luca Onorati Organizzazione generale: Comunicare Organizzando S.r.l.


Ufficio Stampa Istituto Luce-Cinecittà                   Marlon Pellegrini                                                                               tel. +39 0672286407                                                                               m.pellegrini@cinecittaluce.it

Ufficio Stampa Comunicare Organizzando:          Paola Polidoro                                                                                 tel. 06/3225380, fax 06/3224014 cell. 328/4116985                                                                                 p.polidoro@comunicareorganizzando.it

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