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In sala dal 19 novembre con Luce Cinecittà Bella e perduta di Pietro Marcello, designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) che l'ha definito "un film che riafferma con forza il primato di un cinema politico in grado di trarre alimento dalla favola e la poesia. Un'opera formalmente innovativa, visionaria, ancorata profondamente al territorio italiano, dal quale attinge motivazioni etiche e alimento lirico. Un viaggio in Italia mai visto. Bella e perduta, muovendosi fra finzione e documentario, invenzione e reale, conferma lo sguardo generoso di Pietro Marcello". Il film è stato la pellicola di pre-apertura del 33°Torino Film Festival,  dopo il successo di pubblico e critica in concorso al Festival di Locarno e l'ottima accoglienza a Toronto (nella sezione Wavelenghts, la più innovativa del festival).


LE SALE IN CUI E' IN PROGRAMMAZIONE:

MILANO, PALESTRINA (dal 23 al 30/12)

ROMA,  DEI PICCOLI (dal 23 al 30/12)

PESCARA MASSIMO (dal 23 al 30/12)

CASTELLO, CINEMA POPOLO (dal 23 al 26/12)

TRIESTE, ARISTON (dal 30/12 al 06/01)

ROMA, KINO (dal 05/01 al 13/01)


Il progetto nasce dall’idea di un viaggio itinerante per raccontare l'Italia, bella sì ma perduta, partendo proprio dalla Campania, dilaniata Terra dei Fuochi. Il primo episodio doveva essere l'incontro con il pastore Tommaso Cestrone, un uomo che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato da secoli, la Reggia borbonica di Carditello, e il cui amore per la natura e gli animali lo ha portato a salvare i bufali maschi da un destino segnato. Nel mezzo delle riprese Tommaso è morto, e quella prima tappa del racconto è diventata un film intriso di realismo magico, che è al tempo stesso documentario, sogno e fiaba. Scritto dal regista insieme a Maurizio Braucci e interpretato dallo stesso Tommaso Cestrone insieme a Sergio VitoloGesuino Pittalis e con Elio Germano che dà voce al bufalotto Sarchiapone scampato alla morte e al degrado, che nel film racconta la propria storia simbolo di un rapporto tra uomo e natura che da armonioso è divenuto conflittuale.

"Anche Leopardi descriveva l'Italia come una donna che piange con la testa tra le mani per il peso della sua storia, per il male atavico di essere troppo bella", precisa Pietro Marcello. Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola di Tommaso, "l’angelo di Carditello", ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare. L'emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell'orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento. Allo stesso tempo questa storia così radicata nella Storia del nostro Paese indaga un tema, quello del rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine".

VIDEO-intervista a Pietro Marcello, "Tommaso un po' come l'uomo in rivolta di Camus":



Tra i protagonisti del film la maschera di Pulcinella, incaricato dal Regno dei morti di eseguire le ultime volontà del pastore Tommaso e prelevare dalla reggia il giovane bufalo per portarlo in salvo. Prima di essere la maschera della commedia dell’arte, Pulcinella era infatti nella cultura degli Etruschi  la semidivinità che ascoltava i morti per parlare ai vivi, a cui portava i messaggi dall’oltretomba, eseguendo ordini anche senza comprenderli. Nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi, delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. Due servi, uomo e animale, l'uno a servizio degli uomini l'altro degli immortali, che intraprendono un lungo viaggio in un’Italia bella e perduta, fiduciosi di "quell'intelligenza che tutto dispone ma è troppo indaffarata per fermarsi a spiegare". Alla fine del quale non ci sarà però quello che speravano di trovare.

Il trailer ufficiale:




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