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Atene, Barcellona, Chicago, Colonia, East London, Istanbul, La Valletta, Lubiana, Madrid, Praga, San Francisco, Sydney, Strasburgo, Tel Aviv, Tokyo, Trieste. In occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, una serie di proiezioni pubbliche e gratuite del documentario distribuito da Luce Cinecittà L'orologio di Monaco di Mauro Caputo. Un evento promosso da vari Istituti Italiani di Cultura e ambasciate nel mondo, per unire paesi e culture diverse in una riflessione e un viaggio attraverso la memoria, segnato dai luoghi simbolo e dalle vicissitudini della Shoah.  Tra gli appuntamenti è prevista una proiezione anche all'interno della Casa Circondariale di Viterbo, presentata da Daniele Camilli e Claudio Mariani del "Centro per gli Studi Criminologici",  per condividere con i detenuti i valori che questa ricorrenza porta con sé. (Dettagli sulla pagina facebook dedicata all'evento)

L'orologio di Monaco
  è il racconto in prima persona del regista, scrittore e drammaturgo Giorgio Pressburger, una delle figure più rappresentative del panorama culturale italiano ed internazionale.  Tratto da una serie di racconti autobiografici, pubblicati da Einaudi, e strutturato come un’elegia a tappe, il film parte dall’indagine di un albero genealogico; una famiglia del centroeuropa in cui confluiscono per caso e nel tempo alcuni grandissimi nomi della cultura moderna: Karl Marx, il poeta Heinrich Heine, il compositore Mendelssohn, il regista di ‘Scarpette rosse’ Emeric Pressburger e suo nipote, anche lui regista e premio Oscar, Kevin Macdonald.  Scrittore, regista, operatore culturale su molteplici campi, che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa,  Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane di cui è stato osservatore partecipe. Dalla nascita a Budapest alla partenza in seguito all’invasione sovietica del ’56, passando per la ‘sua’ Trieste e per un vagabondaggio culturale lungo l’Europa del ‘900 e oltre.    

Nel film, le immagini suggestive di alcuni luoghi della città di Trieste, come il cimitero ebraico, la Risiera di San Sabba, la libreria Umberto Saba, lo Storico Caffè San Marco, ma anche riprese della vicina Slovenia o di Londra, insieme ai filmati di repertorio dell’Archivio Luce e al materiale video originale girato da Emeric Pressburger, concesso per questo film da Kevin Macdonald.  E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo, protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni.

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