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Al Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile, il documentario di Steve della Casa e Chiara Ronchini Nessuno ci può giudicare, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà. Un film che racconta l'Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico attraverso i film musicali, con protagonisti prima gli "urlatori" (Celentano, Mina, Dallara) e poi i cantanti beat (Morandi, Pavone, Caselli, Mal). Un'Italia che cambia velocemente, dove i giovani per la prima volta nella storia nazionale possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali e il proprio modo di vestire. Il cinema racconta puntualmente questo cambiamento, e l'Archivio dell'Istituto Luce lo segue passo dopo passo. Attraverso una serie di interviste inedite (Rita Pavone, Caterina Caselli, Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli) e un'approfondita ricerca sul materiale d'archivio e sui film musicali, una carrellata sull'Italia che da paese agricolo diventa potenza industriale, che inventa un nuovo modo di divertirsi ma al tempo stesso scopre il gusto della ribellione. 
 
Tra i titoli Luce Cinecittà al festival anche la versione restaurata di Giovanna, mediometraggio di proprietà dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico scritto da Franco Solinas e diretto da Gillo Pontecorvo nel ‘55 (con Giuliano Montaldo come aiuto regista). Presentato a Venezia l’anno successivo, il film faceva parte di un progetto internazionale sulla donna chiamato La rosa dei venti e racconta la lotta coraggiosa di un gruppo di operaie tessili di Prato che si oppongono alla decisione dell’azienda di licenziare alcune di loro barricandosi nello stabilimento. Tenacemente unite, nonostante stanchezza e timori, diventano simbolo della lotta di classe e del conflitto sociale

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