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Paolo Taviani l’ha portato con sé il Leone assegnato a La notte di San Lorenzo, quale miglior film restaurato, da Venezia Classici all’ultima Mostra. Lo mostra emozionato al pubblico della Casa del Cinema in questa giornata omaggio ai fratelli Taviani. “Sento la mancanza di Vittorio che sarebbe felice di questa occasione e vi ringrazio, anche per lui, di averci mostrato questi nostri film, con il restauro, ancora più belli. Un finale inatteso”. E’ grazie al Centro sperimentale di cinematografia-Cineteca nazionale e a Luce Cinecittà che anche sono stati restaurati Good Morning Babilonia e San Michele aveva un gallo.

E soprattutto grazie al direttore della fotografia Beppe Lanci, “ho fatto rivivere i colori come sono stati pensati nel momento della creazione artistica”. E al tecnico del suono Federico Savina che ha condiviso con entusiasmo “la scelta della Cineteca di mantenere il film con la colonna sonora che era stata ideata e realizzata allora, indipendentemente dalla tecnologia di oggi”. E a Pasquale Cuzzupoli, che ricorda di avere imparato il mestiere dal padre restauratore di fotografie, il merito di avere seguito per Luce Cinecittà tutte le varie fasi che hanno portato a nuova vita i tre capolavori dei fratelli Taviani, rivisti con grande partecipazione di pubblico al Lido, al Festival di Locarno e alla Festa del cinema di Roma.

La conservatrice della Cineteca nazionale Daniela Currò ricorda con piacere, a parte le difficoltà del restauro legate ai tempi stretti a disposizione, l’accoglienza ricevuta da Good Morning Babilonia in una sala strapiena, con i suoi oltre 3mila posti. Analogo successo di pubblico alla Mostra di Venezia con un lunghissimo applauso tributato a La notte di San Lorenzo come sottolinea il presidente della Fondazione Centro sperimentale Felice Laudadio: ”D’accordo con Roberto Cicutto, alla guida di Luce Cinecittà, proseguiremo nel nostro impegno a salvare il patrimonio cinematografico che rischia, come già è accaduto, di andare perduto. In particolare inaugureremo nella nostra sede di Lecce dei corsi triennali di tecnica del restauro”.

A festeggiare il Leone d’oro di Venezia Classici, ci sono anche alcuni degli interpreti de La notte di San Lorenzo, film che ha goduto, come ricorda Paolo Taviani, di una troupe che collaborava tutta insieme. Massimo Bonetti non dimentica “il clima sereno e di grande concentrazione. Paolo e Vittorio erano perfetti, chiari, era impossibile non dare quel che chiedevano. Sul set si dividevano la responsabilità delle inquadrature, salvo poi nei momenti di incertezza creativa passeggiare insieme nel campo di grano, trovando la soluzione immediata”. Per Enrica Maria Modugno Paolo e Vittorio sono stati dei papà cinematografici, a loro deve il suo debutto nel cinema. Un commosso Claudio Bigagli collega quella esperienza a un’estate e a un ferragosto di gioventù trascorso in quel di Empoli, impegnato a cercare la verità dei personaggi, dando il massimo come richiesto dai due fratelli registi. Davide Riondino, il fascista trafitto dalle lance ripreso dal manifesto del film, ricorda di quel set “la percezione di essere dentro un affresco, un lavoro corale”. E quel clima di allegria nella troupe. “Con i vestiti di scena da fascisti a volte si andava a pranzo nelle trattorie, suscitando i commenti ironici in dialetto toscano degli abitanti del luogo per i quali la Resistenza era un ricordo vivo e bruciante”.

E in sintonia con il racconto di Riondino, Paolo Taviani ha concluso la serata alla Casa del cinema omaggiando Giuliani De Negri, produttore storico dei loro film e partigiano: “Con noi ha rischiato tantissimo, finanziò il nostro debutto, Un uomo da bruciare, senza ricavarne una lira, ma continuando a credere e a investire nel nostro lavoro”.

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