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Giovedì 7 febbraio la prima romana del film di Giovanna Gagliardo, nell’ambito della rassegna, alla Casa del Cinema, ore 18.00, proiezione evento con la regista. C'è un luogo che guarda l'Italia e che dall'Italia è costantemente guardato. Uno sguardo fatto di brame, di scontri di incontri e di seduzioni. Uno sguardo che ha significato l'inferno della guerra, e l'eden di una nuova piccola patria. Questo luogo è la Libia. 

Tra i documentari più applauditi dell’ultima Festa del Cinema di Roma, arriva ora  nell’ambito della preziosa rassegna  curata dal giornalista e critico Maurizio Di Rienzo il doc prodotto e distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Un film che ci porta in una memoria apparentemente laterale del nostro Paese, ma centrale per capirne alcune parti segrete e singolari.

Una memoria molto femminile, anche se ufficialmente mossa da uomini, e una storia che parla profondamente d’Italia, anche se ambientata in un altro paese, di cui sentiamo parlare e dibattere quotidianamente: la Libia. Un paese talvolta lontano, e incredibilmente vicino, raccontato nei suoi ultimi 100 anni attraverso clamorose immagini del grande Archivio storico Luce, testimonianze d’eccezione (da Cesare Romiti a Marina Cicogna, da David Zard a Giovanna Ortu, presidente dell’Associazione Rimpatriati dalla Libia, a tanti altri che hanno vissuto in prima persona il rapporto tra i due paesi); con memorie della terra coloniale e della Tripoli odierna, catturata dagli scatti di una piccola star del web, la fotografa Hiba Shalabi.

Per raccontare un territorio, attraverso il suo passato, che nel presente echeggia quotidianamente sui nostri media e nella nostra (dis)attenzione. E che la guerra ancora colpisce letalmente, come nel caso del fotografo e operatore Mohamed Ben Khalifa, che a questo film aveva collaborato, rimasto ucciso pochi giorni or sono mentre filmava degli scontri a Sud di Tripoli, colpito dalle schegge di un’esplosione.Un film che racconta quindi la bellezza passata, la civiltà, e le devastazioni della Storia, e che attraverso la memoria di un paese ‘altro’, ci insegna qualcosa – forse molto – del nostro.

L’ingresso in sala è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il film sarà replicato Domenica 10, alle 18.00).

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