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Giuseppe Verdi lasciò in eredità al mondo 27 capolavori. Circa un secolo dopo la sua nascita, negli stessi luoghi, ha preso vita un gruppo esclusivo, Il Club dei 27, dove ciascuno dei membri porta il nome di un’opera di Giuseppe Verdi. La carica dura a vita. Mezzo secolo dopo, nel paese del melodramma, nasce Giacomo Anelli. Nonostante i suoi 12 anni è determinato a entrare nel Club dei 27.

Ѐ la sua incredibile vicenda quella che il regista Mateo Zoni (Ulidi piccola mia) racconta nel documentario Il Club dei 27, disponibile ora in dvd nei negozi con Istituto Luce Cinecittà. Con una storia e un protagonista originalissimi, Zoni mette l’accento sull’ammirazione del mondo nei confronti delle opere di Verdi, ancora oggi l’autore d’opera più rappresentato nei teatri.

Prodotto da Kobalt Entertainment, Malìa e Istituto Luce Cinecittà, con Rai Cinema e con il patrocinio di SIAE e del Comune di Parma, il Club dei 27 vanta la fotografia di Daniele Ciprì e una serie di preziosi filmati dell’Archivio Luce su episodi mitici o buffi della lirica del ‘900, oltre, naturalmente, a una colonna sonora firmata da Verdi.

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