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Roberto Cicutto, presidente e amministratore delegato di Istituto Luce Cinecittà, ricorda lo sceneggiatore torinese, scomparso ieri (qui la notizia): "Quando ho conosciuto Giorgio Arlorio avevo a malapena messo piede su un set cinematografico. Quindi per me è soprattutto un amico, un parente per quanto gli sono stato legato. Sua moglie, sua figlia, suo fratello Piero li ho sempre considerati famiglia. Per questo non lo ricordo solo per i suoi contributi importanti all’arte del cinema, ma per quanto mi ha dato e insegnato della vita, che era tutt’uno con i contenuti delle sue sceneggiature. Abbiamo attraversato assieme gli anni più incredibili dal punto di vista della rivoluzione dei costumi e della politica del dopoguerra. Non potrei dire che fossimo sempre in simbiosi, ma posso di certo affermare che non avremmo mai permesso a opinioni diverse di creare la minima frattura fra noi. Mi dispiace Giorgio che negli ultimi anni, come spesso accade, ci siamo visti di meno. Ma quando è successo, era come ci fossimo lasciati il giorno prima". 

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