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In anteprima a Roma il 17 ottobre, dopo gli applausi al Festival internazionale del Documentario Visioni dal Mondo ,L’uomo che visse tre volte, film documentario di Irish Braschi (L’amore rubato, Io sono nata viaggiando, su Dacia Maraini), prodotto e distribuito da Luce Cinecittà, è dedicato a un protagonista della cultura e della società italiana del Novecento: Mario Pirani.

Un uomo la cui parabola esistenziale, dal 1925 al 2015, ha toccato alcuni luoghi unici e privilegiati della vita del nostro Paese e non solo: il PCI del dopoguerra, l’ENI di Enrico Mattei, il quotidiano 'la Repubblica'. E dato a Pirani, come a pochi può capitare, la possibilità di vedere da vicino la Storia, e poter interagire e intervenire al suo interno. Un viaggio nella vita e nel ricordo di questo uomo pieno di fascino, cultura e una sottile eleganza, intrapreso da un interprete popolare e molto amato come Neri Marcorè, con il racconto musicale affidato al Premio Oscar Nicola Piovani, e un suggestivo dialogo tra le riprese originali del film e le preziose immagini del grande Archivio Luce.

Nato in una famiglia borghese di origine ebraiche, Pirani ha vissuto sulla sua pelle le terribili leggi razziali promulgate dal regime fascista. Nel dopoguerra è diventato prima funzionario del Partito Comunista Italiano, poi dirigente dell’ENI di Enrico Mattei e infine s’è dedicato al giornalismo, diventando uno dei protagonisti della grande avventura della fondazione del quotidiano 'la Repubblica'. Tre diverse vite. Tutte vissute in maniera intensa.

L’uomo che visse tre volte è un viaggio nei ricordi di Mario Pirani, nella sua memoria, intrapreso da un misterioso Uomo, interpretato da Neri Marcorè. Un personaggio fuori dal tempo, vestito con abiti anni ’30, con una valigia che contiene foto e oggetti appartenuti a Pirani, che si muove immerso nei tempi di oggi. A bordo di uno splendido treno a vapore, l’Uomo attraversa una terra sconosciuta, indefinita, mentre la sua mente lo porta nei luoghi dove si è svolta la vita di Mario Pirani. Un viaggio senza tempo, dal tono quasi favolistico. Un racconto onirico per narrare la Grande Storia, quella che ha coinvolto tutti, attraverso gli occhi di un grande testimone di quell’epoca.

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