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Il cinema italiano ha sempre avuto con l’industria un rapporto controverso e contraddittorio, fatto al contempo di fascinazione e rifiuto. Eppure i film hanno contribuito a costruire quell’epos del lavoro che è parte fondante della cultura e della Storia del ‘900. Per questo il numero di che conclude il 2019 si interroga sul modo in cui la nostra cinematografia abbia trattato negli anni l’industria: a favore o contro?

Ad aiutare i lettori a entrare nel vivo della Cover story dell’edizione di Dicembre del bimestrale dedicato a numeri, visioni e prospettive del cinema italiano, edito da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con la DG Cinema del MiBACT e Anica, sono i saggi sul cinema industriale firmato dai maestri. Cristiana Paternò, Stefano Stefanutto Rosa, Andrea Guglielmino e Stefano Locati analizzano rispettivamente le opere di Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni e i Fratelli Taviani. Oltre a tratteggiare la figura dell’imprenditore nel cinema italiano, l’argomentazione prosegue raccontando quanti e quali siano gli archivi audiovisivi sul cinema industriale nel nostro paese: dall’Archivio nazionale del cinema d’impresa di Ivrea, di cui viene anche intervistato il presidente, Valerio Castronovo, all’Archivio del cinema industriale dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, passando per l’Aamod, ovvero l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, l’Archivio Eni e l’Azienda Elettrica Milanese.

La parola spetta poi a Vittorio Gelmetti, Giovanni Fusco, Luciano Berio, Franco Potenza, Egisto Macchi e Pier Maria Bassi, i compositori che mescolando i rumori meccanici delle fabbriche a melodie che spaziano dall’elettronica al jazz hanno saputo musicare il cinema industriale con colonne sonore originalissime. Al centro delle Inchieste di questo numero del periodico diretto da Gianni Canova sono i cassieri e le cassiere dei cinema diventati ormai gli ultimi guardiani delle sale. Osservano il pubblico che acquista i biglietti, registrano le reazioni e sono i testimoni del comportamento dell’audience seduto in poltrona.  ne ha scelti quattro in altrettanti cinema sparsi per l’Italia e per una volta gli ha dato la possibilità di raccontare i segreti di questo mestiere. Sempre in tema di curiosità, spazio anche alla testimonianza di un architetto, Riccardo Rocco con un compito particolare, quello di ristrutturare l’Anteo, la sala milanese diventata ormai nel capoluogo lombardo Il Palazzo del Cinema.

Per la rubrica Cine gourmet stavolta a svelare la propria ricetta è Vincenzo Marra che detta ingredienti e preparazione per Le zucchine alla scapece. Nella sezione Anniversari, a essere analizzato, a 50 anni dall’uscita è Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi di cui oltre ad analizzare il periodo storico si mettono a paragone la versione cinematografica con quella teatrale. Con il Focus si va alla scoperta dell’industria cinematografica dell’Indonesia attraverso un excursus che ricostruisce le tappe fondamentali: dai primi documentari di Georg Krueger e F. Carli ai blockbuster tutti vendetta, umorismo e arti marziali, come 212 Warriors di Angga Dwimas.

Sul versante mostre viene ricordata l’esposizione multimediale dedicata a Bud Spencer al Palazzo Reale di Napoli, coprodotta da Istituto Luce Cinecittà e conclusasi a inizio dicembre, e raccontata quella ospitata a Palazzo delle Esposizioni a Roma (fino al 6 gennaio) dedicata agli effetti speciali analogici dal titolo La meccanica dei mostri: da Rambaldi a Makinarium.

Ampio spazio ai ritratti: da quelli per l’ottantesimo compleanno festeggiato dal regista Alberto Negrin e l’attore Paolo Graziosi, a quelli dedicati ai Ricordi di Omero Antonutti e Carlo Croccolo. Immancabili le riflessioni finali su Internet: questa volta Carmen Diotaiuti illustra l’imminente arrivo della nuova piattaforma di video streaming pensata da Jeffrey Katzenberg, Quibi che dal prossimo anno offrirà contenuti originali e suddivisi in brevi capitoli proprio per essere guardati su dispositivi mobile. Infine sono dedicati al film-caso su Chiara Ferragni i Punti di vista con le riflessioni di chi è a favore e contro la pellicola.

A curare il progetto grafico della testata, nella versione cartacea e online, è 19Novanta Communication Partners. Sul sito www.8-mezzo.it è possibile curiosare tra cinque sezioni: homepage, redazione, download del magazine, reprint e contatti.

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