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A detta di molti l’Unità nazionale più che Garibaldi, l’ha fatta il Giro d’Italia. Ideato dalla "Gazzetta dello Sport" nel 1909 e interrotto durante le due grandi guerre, quest’anno causa Covid non si è tenuto nel consueto mese di maggio ma tornerà dal 3 al 25 ottobre. Un’attesa che appassionati e curiosi possono in parte ingannare grazie al documentario Il colore della fatica in vendita, a partire dal 12 giugno, nelle librerie e sui principali siti di shopping online. Realizzato assieme a Si Produzioni dall’Istituto Luce Cinecittà che si occupa anche della distribuzione, Il colore della fatica è diretto da Andrea Gropplero di Troppenburg e narra i 100 anni del Giro attraverso le preziose e suggestive immagini d'archivio del Luce.

Un racconto che diventa, inevitabilmente, il racconto dell’Italia perché il “Giro” non è solo la storia di “nasi dritti come una salita”, di “italiani in gita”, è la storia di un paese che ha saputo vivere le differenze linguistiche, economiche, gastronomiche, come una ricchezza e fondando su queste la propria identità nazionale. È la narrazione di mille fughe, di mille strategie di fuga, di come queste sono cambiate da Binda a Moser, di come è cambiato il gioco di squadra. A supportare questo viaggio alla scoperta, o riscoperta, del Giro tanti personaggi diversi che amano il ciclismo come: Romano Prodi che diverse volte ha partecipato da amatore alla “cinque passi”, Gianni Bugno due volte campione del mondo ed attualmente pilota di elicottero al “Giro”, Francesco Moser, Franco Cordelli, Alessandro Bergonzoni, Giacomo Marramao, Marino Niola.

Non solo, il documentario indaga anche in che modo siano cambiate strategie, tattiche e diete, passando per quelle che indubbiamente sono le differenze più macroscopiche: sviluppo delle biciclette e progressi della medicina. A impreziosire poi il cofanetto dvd, negli extra c’è l’Abbecedario del Giro d’Italia: un viaggio nel viaggio del Giro rappresentato dalle lettere dell’alfabeto italiano, ventuno come ventuno sono le tappe della gara, narrato da un Virgilio di eccezione: Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo. 

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