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Una di quelle figure meno abituali ai riflettori del cinema, ma centrali nel sostegno delle sue strutture, e al funzionamento concreto e quotidiano di una macchina, come quella dell’industria audiovisiva, che resta una delle più importanti nel sistema di Roma e del Lazio, un fiore all’occhiello del sistema-paese. Rientra in questa categoria di competenze ‘centralmente appartate’ Claudio Ranocchi, appena nominato Direttore Generale diIstituto Luce-Cinecittà, una delle più prestigiose realtà del settore. Attuale direttore Amministrazione Finanza e Controllo della Società - che nell’ultimo decennio ha registrato un considerevole allargamento delle attività - Ranocchi vanta un’esperienza trentennale in Cinecittà, di cui ha conosciuto passaggi nodali, a volte delicati e importanti, specie dal punto di vista della gestione economica.

Entrato negli Studi nel 1988, Ranocchi ha avuto nel tempo responsabilità variegate nell’area amministrativa e di controllo, seguendo passaggi storici come quello da Cinecittà spa a Cinecittà Holding, alla fusione tra questa e l’Istituto Luce, al ritorno degli Studios di via Tuscolana in mano pubblica (dopo un ventennio di gestione privata), gestiti dall’attuale Istituto Luce-Cinecittà. Una società che oggi riunisce l’intera filiera produttiva, dalla produzione di film, alla post e alla distribuzione, fino alla promozione all’estero, a uno dei più grandi Archivi audiovisivi del mondo – quello del Luce – a una crescente offerta di eventi, esposizioni, formazione. Ranocchi è stato anche direttore dell’Area promozione del Cinema Italiano, è direttore del nuovo Registro Pubblico delle Opere Cinematografiche, e Direttore della Gestione Fondi Cinema, uno degli uffici centrali per chi in Italia vuole produrre un film.

"Sono l’uomo dei numeri e sono qui da moltissimi anni – spiega Ranocchi - dai tempi delle partecipazioni statali". Ringraziando il Ministero dei beni culturali e del turismo, e il cda di Luce-Cinecittà per la nomina, il neo-Direttore Generale riconnette la sua esperienza con i programmi a venire. "Ho assistito i vari Presidenti e Amministratori che si sono succeduti anche nelle operazioni straordinarie più delicate. Devo dire però che gli ultimi anni passati con 'l’umanista' Roberto Cicutto (ora alla guida della Biennale di Venezia, ndr) hanno lasciato il segno (del resto con Cinecittà Luce prima e Istituto Luce- Cinecittà dopo si è adoperato per questa istituzione per gli ultimi undici anni). È evidente che l’incarico è principalmente finalizzato a tenere sotto controllo, soprattutto in questo particolare periodo di emergenza, i risultati della Società, anche attraverso una ulteriore ottimizzazione dei costi per quanto possibile e peraltro già fatta nel corso di questi ultimi anni’.

Una nomina quindi, tesa a garantire una continuità gestionale nell’ambito di un piano industriale ambizioso, che ha portato nel 2017 a unire le storiche attività di servizio pubblico del Luce, con quelle di mercato degli Studios, in una prospettiva lunga di vera impresa culturale. "Le strategie per il futuro spettano ovviamente alla competenza del Consiglio di Amministrazione, e sono fiducioso che possano portarci ad un consolidamento dei risultati, sia per arrivare al rilancio di questo storico complesso, sia per garantire il futuro di tutto il personale".

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