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Il Festival internazionale di Toronto (10/19 settembre), giunto alla 45ma edizione, sta scaldando i motori, mentre la Mostra del Cinema di Venezia è in partenza.

La scelta logistica prevede una parziale presenza fisica del pubblico, nel rispetto della situazione sanitaria, e una serie di proiezioni in streaming.I titoli nella Selezione Ufficiale quest’anno saranno soltanto cinquanta, tra questi Notturno di Gianfranco Rosi. Ma come fosse una seconda sezione, dove l’autorialità incontra il mercato, altri trenta film, selezionati dal Festival, faranno parte del programma TIFF Industry Selects. Troviamo qui due titoli attesi come Lacci di Daniele Luchetti e Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli, presentati nell’ambito di questa ristretta cerchia di titoli voluti dal Festival.

Di poco più ampia la sezione dei Market Screenings – e altrettantoambita in ambito promozionale e commerciale: quaranta film, dove trovano spazio I predatori di Pietro Castellitto e Le sorelle Macaluso di Emma Dante. Lo stand italiano al Festival sarà uno spazio virtuale, che ospiterà le proiezioni delle produzioni al festival e al mercato, dando così una doppia chance di visibilità ai film, oltre a esporre i materiali promozionali e le informazioni su tutti i film italiani al TIFF. Non mancherà uno sguardo al cinema in arrivo, con uno spazio dedicato ai trailer della prossima stagione e un’intervista esclusiva a Gianfranco Rosi di Adrian Wootton, CEO di Film London.

L’accesso allo stand virtuale è permesso solo agli operatori e ai giornalisti accreditati al TIFF.I festival sono specchi del tempo, registrano e proiettano all’esterno una realtà contemporanea. Toronto 2020, con un numero di film ridotto rispetto alla mole che ne fa uno dei più grandi festival del mondo, e il consueto doppio sguardo alla ricerca di stili e al mercato, quest’anno viaggia sul doppio binario di fisico e virtuale. Soprattutto con un forte accento sulla comunicazione.In questo quadro in movimento, l’Italia c’è, e non poco.

C’è con un film e un regista come Rosi atteso e amato in Nordamerica, e con una proposta per il mercato di titoli riconosciuti di particolare impatto comunicativo. In un festival in scala ma per nulla ridotto, il cinema italiano si conferma – come e più di altre cinematografie europee - un laboratorio energico, creativo, variegato, poco classificabile. I cui risultati si potranno apprezzare anche nel suo spazio virtuale. Se Toronto è uno specchio, l’immagine del cinema italiano nell’anno del Covid non ha perso smalto e forza. Le selezioni e l’organizzazione dello stand virtuale italiano sono stati curati da Istituto Luce Cinecittà, area Filmitalia.

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