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Un incontro in streaming promosso dall'Associazione nazionale autori cinematografici (Anac) ha fatto il punto su quanto è stato immaginato dalle Istituzioni per potenziare e rilanciare gli stabilimenti di Cinecittà, e l'occasione per riflettere su come si possa sostenere la rinascita degli studi cinematografici di via Tuscolana, in cui l'intero settore cinematografico chiede di essere coinvolto: “Vorremmo dare suggerimenti e partecipare a discussioni e decisioni che verranno prese", sottolinea Francesco Ranieri Martinotti (ANAC). A intervenire, tra gli altri, Pupi Avati che ha aperto l’incontro evidenziando come Cinecittà rappresenti il cinema italiano stesso, con le sue maestranze “di una qualità invidiabile in tutto il mondo”.

"Le prime volte che sono entrato a Cinecittà da turista ho vissuto  le emozioni più forti della mia vita, che nessun set mi ha poi ridato” ricorda Avati, in questo momento al lavoro su un progetto ambizioso di film sulla vita di Dante Alighieri. “Un progetto con un’ambizione sterminata che affronteremo con i mezzi produttivi del cinema italiano abituale, e le conseguenti preoccupazioni di non riuscire a permetterselo nella forma immaginata. La gestione pubblica di Cinecittà dovrebbe far in modo che la società entri nella filiera produttiva di certi progetti, come questo, e l’uso dei teatri possa essere incluso nella filiera di supporto del progetto che viene presentato al ministero", suggerisce.

Per il DG Cinema del MiC Nicola Borrelli in questo momento la questione è soprattutto la mancanza di spazi e studi, che non riescono a rispondere alle attuali richieste del mercato. “L’obiettivo è raddoppiare l’attuale capacità produttiva, lavorando in partnership con altri soggetti pubblici per aumentare gli spazi”, spiega. “C’è l’ipotesi di inserire nel PNRR un progetto di investimento complessivo su Cinecittà, che riguarda vari aspetti e opera su diverse direttrici: l’aumento della capacità produttiva, l’adeguamento tecnologico, l’efficientamento energetico e la riqualificazione complessiva del sito, la messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio culturale, a partire dell’Archivio. Collegato a questo c’è il tema della formazione”.

“Cinque anni fa non era immaginabile una tale esplosione delle produzioni a livello internazionale  - continua Borrelli -  Il brand Cinecittà oggi è fortissimo e molto ambito, l’intenzione degli ultimi governi è fare in modo che Cinecittà venga potenziata e messa in condizioni di diventare uno dei poli di attrazione per il comparto audiovisivo internazionale, non solo italiano”.

Francesco Rutelli (ANICA) sottolinea come il governo abbia fatto in questo momento un investimento su Cinecittà senza precedenti. “Stiamo parlando del principale investimento di natura urbanistica che potrebbe avvenire nella città di Roma. Questo  esige che si faccia un piano industriale, che ci sia una squadra e anche un capo-progetto all'altezza di un disegno di questo tipo. Tutto questo deve essere oggetto di un confronto pubblico. Sapere che la decisione, l’investimento e la regia in questo momento è in mano pubblica può essere una straordinaria garanzia".

Roberto Perpigliani (Fidac), dal canto suo, rimarca come il rilancio di Cinecittà non debba, però, riguardare solo un luogo fisico ma anche le sue professionalità: “Bisogna rilanciare i professionisti che rendono Cinecittà attiva e reale, l’aggiornamento professionale e la riqualificazione dei professionisti del cinema sono necessari sia per i giovani che entrano nel mercato del lavoro che per i professionisti che hanno bisogno di aggiornamento costante per rimanere competitivi”. Una riconosciuta professionalità che sottolinea anche Dante Ferretti: “Cinecittà è stata ed è ancora oggi la mia casa. Ho cominciato tanti anni fa, lavorando con grandi registi – ricorda- Ogni volta che gli americani sono venuti a Cinecittà hanno apprezzato il risultato, qui c’è la grande professionalità dei costruttori, degli scultori, dei pittori, che fanno sì che Cinecittà mantenga il suo nome nel mondo”.

Giovanna Gagliardo, che ha realizzato un bellissimo documentario su Cinecittà, interviene parlando di competitività e imprenditorialità, che ritiene non solo utili ma indispensabili, ricordando, però, come Cinecittà sia anche un luogo speciale, una fabbrica di storie, un bene immateriale. “Chi vuole renderla competitiva sul mercato dovrà tenere conto anche di questo, il passato deve nutrire sempre il futuro, è la legna che mette fuoco nel camino. Così come occorre ricordare che l’Archivio storico che Cinecittà custodisce è un patrimonio dell’umanità, che va diffuso con amore e con un progetto. Oggi tutti fanno selfie e bruttissime immagini: un Archivio così bello, curato e intelligente potrebbe essere un inizio di cultura dell’immagine da diffondere che si sta perdendo”.

Luciano Sovena (Roma Lazio Film Commission) interviene sul tema dell’attrattività per la produzione: “A livello produttivo abbiamo al momento la necessità di essere concorrenziali rispetto a chi ci è intorno in Europa. Per quanto riguarda gli incentivi alla produzione, il mio suggerimento è quello di dare una percentuale in più a chi usa i teatri di posa di Cinecittà”.

Giorgio Gosetti (Casa del Cinema) parla, infine, di rilancio e internazionalizzazione: “Per rilanciare Cinecittà nel mondo c’è la necessità di individuare uno o più ambasciatori che abbiano competenze internazionali nel settore e che siano internazionalmente credibili. Il sistema industriale da presentare deve essere però basato su un’idea di industria differente, che dà priorità dell’handmade e alla creatività, che poi è l’attrattività peculiare che gli stranieri chiedono all’Italia”.

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