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Il numero 56 della rivista bimestrale 8 ½ - Numeri, visioni, prospettive del cinema italiano (www.8-mezzo.it), in uscita a maggio 2021, dedica la copertina all’indagine sui film italiani scomparsi, opere osannate nei festival ma ora impossibili da reperire, persino online, “perché la Rete è un archivio pieno di buchi, omissioni e amnesie”, come scrive il direttore Gianni Canova. E ci sono casi buffi, come il DVD in greco di Noi tre (1984) di Pupi Avati. “Come è possibile che un Paese civile non si preoccupi con adeguati provvedimenti legislativi di preservare il proprio patrimonio filmico e, con esso, anche la propria memoria, la propria Storia, il nostro immaginario?”, si chiede Canova.

Insieme al citato Avati, 8 ½ ospita un parterre di orfani dei propri film: Giacomo CampiottiRenato De MariaMimmo CaloprestiMarco Tullio GiordanaMarina Zangirolami vedova di Carlo MazzacuratiFrancesca Marciano e Paolo Taviani.

Adriano Aprà, presidente di “Fuorinorma”, racconta l’impegno della sua associazione culturale per promuovere opere tendenzialmente “sotterranee”. Interviene anche Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna. Alberto Pezzetta si focalizza sulle edizioni mutilate senza che nessuno lo sappia e spiega come muoversi nella giungla dei siti per qualche ritrovamento a volte gustoso. Luciana Migliavacca di Mustang Edizioni rivela alcuni segreti dell’Home Video. Infine, Anton Giulio Mancino e Federico Gironi si confrontano sulla questione: “Il DVD è un reperto archeologico?”. 

La rubrica Innovazioni s’interroga su “Come cambia il marketing dei film italiani distribuiti in piattaforma”. La parola agli uffici stampa con interviste a Isabella Ferilli di Sky, Alessandra Tieri di Lucky Red e Miocinema, Luana Solla di Nexo Digital e Nexo+, Damiano Panattoni di Chili, Olivia Alighiero e Flavia Schiavi di Punto e Virgola Media Farm, Pierluigi Manzo di Manzo&Piccirillo. Pedro Armocida ha interpellato cinque critici sull’argomento. A chiudere la sezione, prima del consueto Sondaggio curato da Alice Bonetti, Franco Montini ha raccolto i pareri di Alessandro Usai, AD di Colorado, e di Nicola Maccanico, all’epoca dell’intervista amministratore delegato di Vision e vicepresidente esecutivo programmi di Sky, attualmente AD di Istituto Luce-Cinecittà. Tema caldo la non accessibilità ai dati. Andrea Mariani in Reprint propone La scomparsa dei "primi" di Sergio Romano, da “Sequenze. Quaderni di cinema”, mentre per Racconti di Cinema l’ispirazione arriva da Blow up di Michelangelo Antonioni, per Paola Balzarro. 

Sono trascorsi 50 anni da un’opera dalla profonda essenza civile come Sacco e Vanzetti, analizzato da Cristiana Paternò. L’analisi critica è corredata dalle dichiarazioni del regista Giuliano Montaldo, che afferma: “Contro l’ingiustizia il cinema non è sufficiente, ci vuole la mobilitazione”. 

L’ampia sezione Cinema e… apre con la Moda: Diamante Marzotto, figlia di Marta, parla in anteprima del docu-film dedicato alla mamma diretto da Massimiliano Finazzer Flory; mentre Sofia Gnoli evoca un mito come Roger Vivier, creatore delle iconiche décolletés con fibbia rettangolare indossate da Catherine Deneuve in Belle de jour. In collaborazione con Sky Arte, Cinema e Arte è dedicato a Jane Fonda, nelle cui vene scorre anche sangue italiano: Citizen Jane, l’Amérique selon Fonda è un doc francese, dell’autrice Florance Platarets, appassionata di Luchino Visconti. Un biopic multiforme, della donna e dell’America. Cinema e Musica è curato da Giuliano Taviani, autore prestigioso delle colonne sonore del nostro cinema, che argomenta spronando: Non chiamatele musichette... di sottofondo, come recita il titolo del suo articolo. L’Animazione è quella di Trash, film italiano con grande eco internazionale, raccontato qui nell’intervista di Nicole Bianchi a Francesco Dafano e Luca Della Grotta, autori dell’opera.Immancabili le tavole di Remo Starr – il cinenauta, con testi di Fumasoli e disegni di Farina, a cura di Bugscomics. La ricetta di CineGourmet la dà una sceneggiatrice, Heidrun Schleef, cui Andrea Gropplero di Troppenburg fa raccontare la propria “cucina cinematografica”, lasciando il lettore con gli ingredienti per “Mirtilli e Camembert”. Dopo un classico culinario, un grande classico tra le manifestazioni internazionali dedicate al cinema, il Locarno Film Festival, con l’intervista, di Paola Casella, a Giona A. Nazzaro, nuovo direttore artistico. Dati e tendenze del mercato audiovisivo a cura di DG Cinema e Audiovisivo con Scanner, che si concentra su Il sogno italiano. Momenti di (trascurabile) felicità, l’approfondimento eccezionalmente a firma di Mariagrazia Fanchi, Maria Francesca Piredda, Angela Tibaldi, Viola Suzzani.

Si approda in Libano per il Focus curato da Francesca Bonomi, con il contributo critico di Ghassan Koteit.

Cinema Espanso ospita un omaggio alle mostre del Centro Sperimentale di Cinematografia, con il recente volume Due decenni in mostra. Le mostre fotografiche della Cineteca nazionale dal 2000 al 2020: intervista di Stefano Stefanutto Rosa alla curatrice Antonella Felicioni. Ancora, Cristiana Paternò dedica un articolo a l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, che raccoglie in un volume gli atti di due convegni sul progetto e le forme di un cinema politico nel “biennio rosso” e oltre. Il bambino nascosto, ultimo libro di Roberto Andò, con il ritmo di un giallo, tratteggia il rapporto tra due personaggi celati nel segreto; Gianni Canova dedica il suo articolo alle “ombre”, a partire dallo scritto di Antonio Costa; Il cinema che ho visto. Frammenti di un’autobiografia di Gian Piero Brunetta ci fa accedere alla proiezione cinematografica della sua mente.

In un periodo in cui la parola “sale” ricorre, Geografie parla di quelle che soffrono, che tentennano ad aprire, e di qualcuna storica costretta alla chiusura definitiva, così Oscar Iarussi traccia una mappa dei luoghi più iconici in cui noi italiani abbiamo guardato e guarderemo il cinema delle nostre vite.

Tra algoritmo e ideologia. Piattaforme sociali e nuove censure digitali è il tema di Internet e Nuovi Consumi, a cura di Carmen Diotaiuti, per cui “i grandi social network hanno iniziato a non porsi più come veicoli neutrali di contenuti, compiendo scelte ideologiche e para-editoriali che vanno ben oltre il semplice riconoscimento automatico di un’immagine di nudo o di violenza”.

Lo spunto arriva d’Oltreoceano, dal “Los Angeles Times” e si misura con la realtà italiana: Ilaria Ravarino per Punti di vista ha indagato quale sia il rapporto tra stampa e artisti nel nostro Paese, dove un’amicizia è una possibilità concreta. Chiude il numero Simon&TheStars dedicando la sua rubrica Constellaction! a Gemelli e Cancro, rispettivamente segni zodiacali di Alberto Sordi & Raffaella Carrà, e di Silvio Orlando & Lea Massari.  

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