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Si può insegnare a far paura? Esiste un corso in suspense? Si può educare alla tensione? Se ancora non sono state istituite cattedre stabili, è tuttavia indubbio che la Storia del Cinema, come prima quella della Letteratura, abbia dato dei grandi maestri in queste materie. E che le loro lezioni siano state tra le più seguite dal pubblico. Fear and Desire, paura e desiderio d’altronde sono kubrickianamente i due collanti basilari dell’attrazione per un film. Seguendo questa suggestione, è di maestri della suspense che si occupano le ‘Pillole’ filmate che l’Archivio Luce/Cinecittà porta al Noir in Festival 2021. Brevi film da un minuto o poco più selezionati e montati ad hoc con le immagini dell’immenso Archivio storico Luce, per la cura di Nathalie Giacobino e il montaggio di Patrizia Penzo, che accompagnano particolari momenti del Festival. Interrogando quest’anno tre grandi maestri di cinema sul mestiere di incollare i nostri occhi allo schermo con le armi del thrilling: Dario Argento, Antonio Capuano, i Manetti Bros.

Autori diversissimi per sensibilità e stile, che con il cinema di genere hanno ingaggiato sfide personali per raccontare qualcosa di più profondo e misterioso, come le nostre zone più in ombra. Le immagini provengono dal Fondo Mario Canale dell’Archivio Luce: una delle più ricche raccolte di backstage e reportage di tutto il cinema italiano, un’inesauribile storia filmata della nostra produzione con centinaia di interviste a registi, attori, produttori. L’intero Fondo Canale è visitabile da qui: https://www.archivioluce.com/fondo-mario-canale/

Il nostro maestro internazionale del brivido, Dario Argento, nelle Pillole Noir dell’Archivio Luce si racconta nel 1985 a Stefania Casini (sua attrice tra l’altro in Suspiria), accanto a una giovanissima Asia Argento e a un gatto nero. E ci spiega come la chiave dell’angoscia in un film sia il ritmo, e che 4 secondi in più o in meno in una scena possano significare la vita, o la morte. Antonio Capuano, coetaneo di Argento e maestro di un cinema di preziosa frizione tra intimità e società, omaggiato in questi giorni da Paolo Sorrentino come uno dei suoi maestri in È stata la mano di Dio, spiega scelte e scene del suo Luna rossa, film che univa tragedia greca e racconto di camorra. Capuano è protagonista di una retrospettiva al Noir 2021. I Manetti Bros. infine, colti da Mario Canale in una notte di set del fulminante Zora la vampira, raccontano le proprie fonti di ispirazione e in un frammento – partendo da un paragone con i fratelli Taviani – il proprio metodo di lavoro. Quest’ultima sequenza d’Archivio, in particolare, sarà mostrata in una masterclass aperta al pubblico il 15 dicembre, nell’Auditorium di IULM 6, che anticipa l’attesissima anteprima di Diabolik, evento conclusivo del Noir in Festival 2021.

La collaborazione tra Noir in Festival e Cinecittà si sostanzia inoltre con la media-partnership con Cinecittà News, il sito di informazione cinematografica vera e propria agenzia stampa di settore. Una finestra con la copertura quotidiana di tutti gli appuntamenti del Festival con news, articoli e interviste su news.cinecitta.com e sui canali social Facebook e Twitter dell’azienda. E la rivista bimestrale 81⁄2, pubblicata da Cinecittà, organizzerà nell’ambito del Noir in Festival l’incontro - il 14 dicembre alla IULM, moderato da Gianni Canova - sul suggestivo tema del numero 59 della rivista, Cinema e pubblicità.

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