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La rivista "Variety" dedica un approfondimento (leggi l'articolo) allo stato di salute di Cinecittà, ponendo particolare attenzione al radicale rinnovamento degli Studi, prassi che determina un aumento dell'occupazione dei teatri di posa e backlot, prospettive realistiche di redditività e la nascita di strutture per le riprese tecnologicamente più all'avanguardia.Il magazine statunitense inquadra il profilo dell’AD Nicola Maccanico, la sua storia professionale pregressa, da Warner Bros. a Sky Italia, puntando il riflettore sul suo approdo a Cinecittà su mandato del ministro della Cultura, Dario Franceschini, con il compito di trasformare gli storici Studi di Roma nelle migliori strutture cinematografiche dell'Europa continentale grazie a un finanziamento di 300 milioni di euro.

Si parla, quindi, della revisione di molti dei 19 teatri di posa esistenti e della costruzione di cinque nuovi palchi, oltre all’elaborazione del piano finanziario quinquennale in base al quale l’AD prevede che Cinecittà inizi a realizzare profitti nel 2023. 195 milioni di euro dell'UE sono fondi per la costruzione dei cinque nuovi spazi di posa, due dei quali saranno di oltre 3.000 metri quadrati, mentre altre cinque strutture esistenti sono in fase di ristrutturazione, tra cui l'antica Roma, a cui si aggiunge un anfiteatro.In circa sei mesi, l'espansione degli Studi ha portato a quasi l'80% di occupazione, attirando produzioni internazionali tra cui House of Gucci di MGM, Domina di Sky e la serie Showtime Ripley, nonché l'originale italiano di Amazon The Bad Guy, e Fedeltà, programma nostrano di Netflix. I ricavi nel 2021 sono quasi raddoppiati a 16,4 milioni di euro e l'obiettivo di Maccanico è ora una crescita del 15% su base annua fino al 2026, scrivono ancora sulle colonne di "Variety".

Intanto, per il 2022 circa l'80% dello spazio disponibile è già prenotato, con tre grandi produzioni internazionali non ancora rese note, che presto arriveranno nel backlot di Cinecittà, così come la serie originale Disney Plus Italia Boris 4, di cui sono già cominciate le riprese, e il nuovo film di Nanni Moretti, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, di cui si sa solo che sarà una commedia.

"È una sfida importante, ma la domanda di prodotti nel mercato globale è forte e Cinecittà sta diventando davvero ben posizionata per soddisfarla", afferma Maccanico, che sottolinea come gli Studi siano strutture a servizio completo, comprese di suite di montaggio, mix audio, lavorazione di pellicole da 35 mm, e che il generoso rimborso fiscale del 40% dell'Italia (aumentato dal 30% durante la pandemia) rimane in vigore.Una componente chiave del Piano impostato da Maccanico - continua la rivista - è attirare a Cinecittà grandi società di produzione e/o emittenti o streamer con accordi di servizio a lungo termine, in base al quale otterranno l'occupazione permanente degli Studi per un periodo di tempo "che consentirà loro di pianificare diverse produzioni qui e di gestire i loro budget con meno rischi e più efficienza in termini di costi".

Per solidificare ulteriormente la sua mission, il magazine riporta anche che Nicola Maccanico, lo scorso ottobre, ha chiamato a collaborare Lucia Milazzotto, in precedenza vertice del mercato MIA di Roma, per dirigere una nuova unità di vendita e marketing a Cinecittà. Milazzotto in passato ha costruito ottime connessioni con i grandi attori dell'industria europea, che Cinecittà sta cercando di attirare.Nel frattempo, all'inizio del 2022 sarà pronto un LED smart stage per la produzione virtuale, così come uno studio con green screen per la motion capture e le riprese 3D. Maccanico ha detto di sentire “l'urgenza di dimostrare che Cinecittà dal punto di vista tecnologico può essere all'avanguardia con nuove strutture mirate alle esigenze delle riprese digitali del XXI secolo”, aggiungendo che è in arrivo anche un palcoscenico subacqueo all'avanguardia. 

L'AD, poi, ha affermato di essere vicino a siglare l'accordo con Cassa Depositi e Prestiti, che renderebbe Cinecittà la più grande area di Studi cinematografici d’Europa, cosa che sosterrebbe nell’ottenere un vantaggio competitivo rispetto ad altre importanti strutture europee come gli Studi Babelsberg in Germania, gli Origo Studios in Ungheria e Nu Boyana in Bulgaria.

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