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Dopo l'inizio dei lavori nel febbraio del 1936, il 28 aprile del 1937, alla presenza di Mussolini, veniva inaugurata Cinecittà, ispirata e modellata, caso unico nell'Europa degli anni Trenta, sugli studios di Hollywood. Lo slogan mussoliniano "La cinematografia è l'arma più forte" trovava in questo modo la sua concretizzazione. Luigi Freddi, l'uomo che la sognò e la inventò, è oggi sconosciuto ai più, ma fu soprattutto grazie alla sua passione fortissima per il cinema, maturata e fortificatasi durante i suoi viaggi negli Stati Uniti, che Cinecittà vide la luce. La sua storia è stata raccontata nel 2016 da Vanni Gandolfo e Valeria Della Valle nel documentario L'arma più forte - L'uomo che inventò Cinecittà.

Contrariamente a quanto si sarebbe portati a credere, non saranno tantissimi i film propagandistici prodotti negli anni del regime negli studi di Cinecittà, aspetto questo che si preferì delegare all'Istituto Luce. La cinematografia voluta e pensata dal fascismo si riempì di pellicole che avevano l'intento di modernizzare, attraverso il cinema, la nazione, di farla sognare. Lo scopo era quello di fare di Roma un polo capace di concorrere e all'occorrenza di allearsi con Hollywood, processo questo che subì un drastico rallentamento durante gli anni della guerra, ma che non si interruppe mai completamente per trovare infine la sua piena realizzazione negli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni della Hollywood sul Tevere.

Sul sito dell'Archivio Luce di Cinecittà uno speciale dedicato agli 85 anni della fabbrica dei sogni, con il filmato dell'inaugurazione e molti altri materiali storici d'archivio.

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