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SEGNALAZIONI


Quadro normativo

Il whistleblower è il lavoratore dipendente che nell’ambito della propria attività lavorativa presso una pubblica amministrazione ex D. Lgs. 165/2001 viene a conoscenza della commissione di un delitto contro la pubblica amministrazione, di un abuso perpetrato da soggetto dotato di potere per conseguire vantaggi privati ovvero altro fatto che evidenzia mal funzionamenti dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuiti e lo segnala al soggetto preposto (il “Segnalante”).

Lo strumento del whistleblowing è volto a contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione e, al fine di tutelare il Segnalante da eventuali ripercussioni, consente di mantenere la riservatezza sull’identità del Segnalante stesso. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha più volte confermato che il whistleblowing costituisce un fondamentale strumento per evitare o interrompere prima possibile la commissione di fatti illeciti, ribadendo anche la necessità di tutelare l´identità del Segnalante, come stabilito dalla normativa, sì da contribuire alla libertà dei whistleblowers che desiderino segnalare fatti illeciti, pur preservando la riservatezza.

La Legge 190/2012 (art. 1, co. 51) disciplina la precipua tutela del Segnalante di condotte illecite, proteggendolo da eventuali conseguenze in suo danno. Successivamente, la L. 179/2017 ha introdotto novelle al D. Lgs. 165/2001 in merito alla normativa attinente il settore pubblico, nonché ha introdotto la medesima figura del whistleblower per il settore privato: in particolare, vedasi art. 6 D. Lgs. 231/2001.

Si segnalano le linee guida in materia fornite dall’ANAC

La Legge 179/2017, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, ha innovato la disciplina del whistleblowing nel settore pubblico e in quello privato, in particolare integrando l’art. 6 del D. Lgs. 231/2001 con un’ampia e precisa tutela di dipendenti e/o collaboratori di società che segnalino notizie di illecito ricevute nell’ambito delle attività lavorative.
Così, secondo il suddetto novellato art. 6, i Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo adottati ai sensi del D. Lgs. 231/2001 vengono integrati con misure di tutela del segnalante da atti di ritorsione o discriminatori, nei confronti del segnalante e di contenimento da usi impropri dello strumento di whistleblowing.
A tal proposito, sono richiesti canali informativi appositi, con accesso facile e impostazioni tali da garantire segnalazioni circostanziate e fondate.
Quanto al ruolo dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001, egli risulta essere il destinatario delle segnalazioni aventi ad oggetto fatti rilevanti secondo la suddetta disciplina del D. Lgs. 231/2001.

Cinecittà S.p.A., lo strumento del whistleblowing e la sua piattaforma

Cinecittà S.p.A. ha ritenuto di fondamentale importanza l’attivazione dello strumento del whistleblowing. A tal proposito, l’introduzione di tale strumento è stata inserita tra le attività previste nel Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020: i Segnalanti possono così inviare le proprie segnalazioni mediante il servizio operativo all’indirizzo: https://cinecitta.segnalazioni.net. In particolare, Cinecittà si è dotata di una procedura relativa alle segnalazioni e ha predisposto un servizio efficace, efficiente, pienamente tutelante la riservatezza dell’identità degli eventuali Segnalanti, che consente una gestione delle istruttorie in tempi adeguati ai fini. Il servizio è un software as a service, ossia un software applicativo elaborato da un produttore di software che lo sviluppa, opera (direttamente o tramite terze parti) e gestisce un'applicazione web che mette a disposizione dei propri clienti via Internet (previo abbonamento), garantendo la massima sicurezza informatica. Tale servizio consente, inter alia, l’introduzione della figura dell’Amministratore di Sistema, dei Collaboratori, di terze parti eventualmente coinvolte, nonché la messaggistica e la comunicazione dello stato dell’iter istruttorio.

Le segnalazioni (che saranno ricevute, esaminate e valutate anche se provenienti medianti differenti canali) possono essere inviate al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza e/o al Direttore delle Risorse Umane (congiuntamente, i “Responsabili”, ovvero, disgiuntamente, ciascuno il “Responsabile”) attraverso l’apposita piattaforma, mentre le ulteriori informazioni e istruzioni d’uso sono disponibili presso il medesimo indirizzo web, in forma chiara e accessibile.

 

Segnalazioni provenienti da utenti registrati

Il Segnalante registrato (e quindi identificabile) può inviare una segnalazione dalla sua area personale dopo essersi registrato e aver effettuato l’accesso al sistema tramite username e password (per questioni di sicurezza il sistema richiede la sostituzione della password temporanea fornita per il primo accesso). La password deve avere particolari caratteristiche per garantirne l’efficacia di sicurezza.

Il form di segnalazione prevede i seguenti campi (taluni obbligatori) per l’inserimento della segnalazione: Rapporto del Segnalante con la Società (Dipendente, Fornitore, Altro), Oggetto della segnalazione, Natura Illecito (Corruzione, Furto, Frode, Reati da conflitto di interessi, Violazione di procedure, Utilizzo improprio di beni aziendali, Accesso improprio ai sistemi aziendali, Reati connessi a Sicurezza e Ambiente, Altro da specificare), Autori illecito, Persone coinvolte, Unità organizzativa, Luoghi in cui si sono consumati gli illeciti, Data presunta inizio illeciti, Data fine illeciti, Descrizione, Allegati. Una volta compilato, il form può essere salvato in bozza e poi ripreso successivamente, oppure può essere salvato ed inviato al Responsabile.

Il Segnalante può seguire lo stato di lavorazione della segnalazione, integrarla e rispondere ad eventuali richieste del Responsabile attraverso l’area messaggi integrata.

Il Responsabile ha la possibilità di visualizzare l’identità del Segnalante nel caso in cui lo ritenga necessario ai fini dell’indagine. La visualizzazione dell’identità deve essere giustificata inserendo una motivazione. Il sistema provvede a memorizzare l’operazione sui log di sistema e ad informare il Segnalante che il Responsabile ha deciso di visualizzare la sua identità, mostrandogli la motivazione inserita.

E’ prevista una sezione in cui sono presenti tutti i messaggi che coinvolgono il Segnalante, quelli inviati e quelli ricevuti. Il Responsabile visualizza anche la corrispondenza tra il Segnalante e eventuali collaboratori. Sfruttando il sistema di cifratura della piattaforma è possibile inviare e ricevere i messaggi in maniera sicura e protetta dalla piattaforma, senza inviare le informazioni tramite una e-mail.

Nel caso in cui riceva una segnalazione da canali diversi rispetto al software, come nel tipico caso di una segnalazione verbale o scritta, il Responsabile può creare il fascicolo della segnalazione al fine di gestirla all’interno del software, preservandone il contenuto e l’identità del Segnalante, e poter dare un riscontro oggettivo sulla sua gestione.

Il sistema garantisce sicurezza e riservatezza mediante le precipue caratteristiche del software impiegato.

 

Tutela del segnalante (whistleblower)

Il Segnalante vede garantita la riservatezza sulla sua identità di fronte ai destinatari della sua segnalazione secondo le previsioni della L. 190/2012 e ss.mm.ii. (art. 1, c. 51, art. 24), dalla L. 241/1990 e dal D. Lgs. 165/2001, fatta eccezione per i casi in cui, in seguito a disposizioni di legge speciale, non possa eccepirsi l’anonimato. Non rientra nell’oggetto di accesso civico generalizzato (artt. 5 e 5-bis del D. Lgs. 33/2013) e dell’accesso documentale ex artt. 22 e ss. della L. 241/1990.

Qualora venga attivato un procedimento disciplinare, l’identità del Segnalante non può essere svelata qualora la contestazione dell’addebito disciplinare risulti fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione, anche se successivi e derivati dalla stessa; il Segnalante può veder rivelata la sua identità soltanto se (a) la contestazione sia fondata, anche parzialmente, sulla segnalazione stessa e la conoscenza dell’identità del Segnalante sia assolutamente indispensabile per la difesa del presunto trasgressore, ovvero (b) il medesimo Segnalante vi acconsenti.

Qualora sia accertata la responsabilità penale del Segnalante medesimo per i reati di calunnia o diffamazione o altri reati commessi con la segnalazione ovvero in caso di responsabilità civile, per lo stesso titolo, nei casi di dolo o colpa grave, anche solo in primo grado, la riservatezza sull’identità del Segnalante non può essere garantita.

 

Divieto di discriminazione

L’art. 54-bis del D. Lgs. 165/2001 prevede che il Segnalante “non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione. L'adozione di misure ritenute ritorsive, di cui al primo periodo, nei confronti del segnalante è comunicata in ogni caso all’ANAC dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le stesse sono state poste in essere. L’ANAC informa il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri o gli altri organismi di garanzia o di disciplina per le attività e gli eventuali provvedimenti di competenza”.

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