Distribuzione

14 Febbraio 2022

Bosnia Express torna in sala a Roma

Al Cinema Farnese martedì 15 febbraio ore 19:30 e mercoledì 16 febbraio (ore 19:30) regista e il cast incontrano il pubblico

Torna a Roma in proiezione-evento al Cinema Farnese (piazza Campo de’ Fiori, 56), a grande richiesta dopo una prima sold out  nella storica sala di Campo de’ Fiori, Bosnia Express, il film diretto da Massimo D’orzi distribuito da Luce-Cinecittà, prodotto da Loups Garoux e Il Gigante, che a trent’anni dall’inizio delle guerre nella ex-Jugoslavia restituisce con testimonianze visive cariche di forza poetica, storie, luoghi, voci, tragedie e rinascite di terre che hanno vissuto il più grave fatto di armi recente del nostro continente. 

Quella guerra vicinissima a noi e che rapidamente è stata relegata a fatto storico passato, mentre è anche da quei fatti e quelle storie che nasce l’Europa che vorremmo unita, e che per le stesse ragioni che causarono la guerra troviamo spesso divisa. Già presentato e applaudito al recente Trieste Film Festival e al Festival Visioni dal Mondo di Milano, il documentario ha iniziato un tour nelle sale italiane il 1 febbraio, riscuotendo sinora un’ottima attenzione di pubblico, nonostante il periodo di incertezza.

L’exploit della prima romana al Cinema Farnese ha portato alle due repliche del 15 e 16 febbraio, entrambe alle 19.30, che vedranno il regista Massimo D’orzi, con il cast e la produzione incontrare il pubblico per raccontare le tante storie e risvolti di un reportage poetico che ha l’urgenza della memoria e della bellezza.

Avidità di potere, fanatismi religiosi, volontà politiche travestite da valori e tradizioni, sono raccontati nel film, ma non direttamente e cronachisticamente. Al centro del film sta invece la vita dove pareva non ci fosse più che morte: protagoniste sono le donne, le prime vittime dei conflitti, qui invece al centro di espressioni vitali, artistiche; di tante musiche, canti, danze, teatro, immagini di cinema. Nessuna guerra ha un volto di donna ci dice il film, mentre assistiamo a una vita che riprende piano, con sofferenza e dignità, il suo posto in città che si chiamano Sarajevo, Srebrenica, Mostar, e quasi come sottofondo ci arrivano i nomi di fuoco di Milosevic, Mladic, Tudjman… E ancora dalla voce delle immagini sappiamo che la vera immagine di una guerra, quella che più ferisce, non è la morte, ma la vita. Bosnia Express ce lo conferma appieno, quando vediamo volti magnifici di donne unite in un coro presso la stazione di Tuzla, giovani ballerine classiche, gruppi punk-rock che cantano un’indipendenza su paesaggi meravigliosi che la Storia ha voluto far crollare. Il film indaga sotterraneamente le cause, e la sua più profonda denuncia è che in questi luoghi non smette di brillare un’inesausta bellezza.   

 

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